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Salute e benessere

Quali sono i migliori abbinamenti alimentari

Come i tasselli di un puzzle le proteine, i carboidrati, le verdure e i legumi devono essere abbinati secondo regole ben precise così da garantire la creazione di pasti equilibrati per un’alimentazione sana e genuina.

La salute a tavola passa per numerosissimi elementi da conoscere e mettere in atto nella dieta di tutti i giorni: si inizia dalla scelta delle materie prime - prediligendo ingredienti freschi e di qualità – si presta attenzione poi alle migliori tipologie di cottura (come quelle al vapore o in pentola a pressione) utilizzando strumenti antiaderenti che non richiedano l’aggiunta di ulteriori grassi – fino ad arrivare alla composizione finale del proprio pasto attraverso una serie di combinazioni per nulla scontate.

Ciò vuol dire che un’alimentazione sana e genuina non sempre – o meglio, non solo - è sinonimo di gusto e sapore, essendo piuttosto legata a doppio filo agli effetti benefici che tendono a prodursi nel nostro organismo. Quante volte, per esempio, vi sarà capitato di sentirvi particolarmente appesantiti nonostante abbiate consumato pasti leggeri a base di frutta e verdura così da non riuscire a comprenderne la ragione.

La risposta è semplice quanto complessa: i giusti abbinamenti alimentari giocano un ruolo fondamentale nella nostra alimentazione, rappresentando al tempo stesso causa e soluzione della gran parte dei problemi digestivi e di acidità di stomaco. L’obiettivo deve essere quello di garantire il più possibile un corretto bilanciamento tra ingredienti acidi e basici in modo da mantenere il PH interno del nostro organismo in perfetto equilibrio, soprattutto durante la fase della digestione.

La domanda che sorge spontanea, quindi, è: da dove iniziare e come orientarsi nel mare magnum delle proprietà nutrizionali dei singoli ingredienti?

Ecco allora un semplice ed elementare decalogo da seguire per capire come abbinare al meglio proteine, carboidrati e verdure sfruttandone al massimo le caratteristiche.

1. Proteine e grassi

Evitate di associare nello stesso pasto tipi diversi di proteine, come: latte, carne, uova, formaggio e legumi. La più lenta e complessa assimilazione delle proteine rispetto a quella dei carboidrati rende preferibile consumare un solo tipo di proteina per pasto – sia essa di origine animale o vegetale – evitando di abbinarla a cotture particolarmente grasse, quale per esempio la frittura. Sì, invece ad abbinamenti con verdure crude e non amidacee, come quelle a foglia verde.

2. Alimenti di natura opposta

Contrariamente a ciò che si potrebbe pensare, l’unione tra carboidrati e proteine lungi dall’essere considerato sinonimo di equilibrio. Il rischio è quello di appesantire eccessivamente la fase digestiva portando a frequenti fermentazioni, tutt’altro che piacevoli. Evitate, quindi, abbinamenti tra la verdura – che contiene un elevato quantitativo di sali minerali – e la frutta, ricca di acidi e zuccheri. Di contro, prediligete piatti unici a base di cereali e verdure non amidacee condite con i grassi buoni dell’olio extravergine d’oliva.

3. Carboidrati semplici e complessi

Per non sovraccaricare la capacità digestiva, oltre che per mantenere un basso apporto calorico, è preferibile non abbinare tipologie di carboidrati diverse, contenenti sia zuccheri semplici che complessi. No, quindi, a: pane e patate, pasta con zucca o carote, frutta e cereali. L’amido dei cereali, così come quello delle patate, può essere invece abbinato a delle verdure saltate a foglia verde e a legumi lasciati in ammollo, privati della buccia e passati.

4. Bevande e alimenti

Discorso in parte simile vale per le bevande per capire in che modo sia meglio abbinarle in base a ciascun tipo di ingrediente. A partire dalla prima colazione, evitate di consumare latte o cappuccino insieme allo yogurt o a pane con la ricotta o altro formaggio spalmabile. Per quanto riguarda, invece, vino e birra - contenendo sostanze che aumentano l’acidità gastrointestinale - sarebbe meglio evitarne l’assunzione durante pasti ricchi di carboidrati, che di contro vengono digeriti con più facilità in presenza di ambienti alcalini.

5. Come abbinare la frutta

La frutta si distingue in acida – arance, mandaranci, mandarini, clementine, ananas, limoni, fragole, e lamponi – semiacida - mele, pere, uva, susine, pesche, albicocche, ciliegie – e amidacea - banane, fichi, mango, papaya, cachi, datteri, prugne. Regola generale è quella di non abbinare tipi di frutta diversa, prediligendo, invece, macedonie composte solo da frutta dolce o acida. C’è poi la frutta secca (detta anche oleosa), ricca di acidi grassi e Omega 3 che si presta bene ad essere abbinata alla frutta acida, con alcune eccezioni che riguardano soprattutto castagne e banane.