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Salute e benessere

Verso una spesa consapevole

Quando facciamo la spesa è importante saper leggere le etichette dei cibi che consumiamo: scadenze, lista degli ingredienti, additivi, istruzioni per la conservazione. Grazie a una corretta decodifica delle etichette possiamo preservare la nostra salute evitando gli sprechi.

Prima di mettersi a tavola

Dice il professor Umberto Veronesi, oncologo di fama e direttore emerito dell’Istituto Europeo di Oncologia, che “l’alimentazione” è “un atto cosciente di assunzione selettiva di alimenti”. In altre parole le scelte alimentari che compiamo quotidianamente incidono in modo considerevole sulla nostra salute e sulla qualità della vita in genere. E la scienza può aiutarci a scegliere cosa mangiare e, dunque, cosa acquistare, per preservare il nostro benessere.

Che cosa mangiare

Diciamolo subito: un regime alimentare universalmente valido non esiste — bisogna tenere conto del metabolismo di ciascuno e di eventuali intolleranze; alcune considerazioni “generali” tuttavia sono indiscutibili: bisogna consumare con moderazione, variare gli alimenti, limitare il consumo di sale, preferire i cibi a bassa densità energetica e integrali piuttosto che raffinati. Ma che cosa contengono davvero i prodotti che compriamo? E, soprattutto, come si fa a scegliere la qualità migliore dei singoli alimenti? La risposta è semplice, o quasi: dobbiamo imparare a leggere le etichette, premiando con il nostro acquisto il produttore che utilizza ingredienti buoni, con il quantitativo minimo di sostanze estranee.

Gli elementi sull’etichetta

Le etichette riportano per legge diverse indicazioni, che vanno dalla “denominazione di vendita”, cioè di che cosa si tratta, alla ragione sociale del produttore. Alcune di queste indicazioni — come l’elenco degli ingredienti, i valori nutrizionali e le modalità di conservazione — sono particolarmente importanti per la nostra salute, specie nei cosiddetti elementi trasformati, nei quali possono entrare coloranti, conservanti o altri additivi. A proposito di questi ultimi è bene ricordare che non possono contenere additivi di alcun genere latte, yogurt, pasta secca, caffè, tè in foglie non aromatizzato, miele e zucchero.

Che cosa contiene l’elenco degli ingredienti

Per quanto riguarda invece la lista degli ingredienti va segnalato che l’ordine è dato dal peso delle singole sostanze, che man mano decresce: la prima sostanza è quella usata in maggiore quantità, l’ultima quella meno presente. Ancora: gli allergeni sono indicati in modo che siano immediatamente visibili dal punto di vista grafico, e la scritta generica “oli” o “grassi vegetali” è ormai illegale: va specificato di quali si tratta.

Il fattore tempo

Veniamo ai limiti temporali: quando leggiamo consumarsi preferibilmente accanto alla data possiamo esser certi che fino a quel momento il prodotto alimentare, conservato adeguatamente, mantiene le sue proprietà, può essere però consumato oltre quella data senza alcun rischio per la salute.

Normale o Light?

Esistono poi alcune indicazioni complementari che “suonano bene” alle nostre orecchie, come light, per esempio, ma per legge un prodotto è light solo se rispetto alla sua versione “normale” ha almeno il 30% di grassi in meno, mentre è povero se la percentuale raggiunge il 50. Scegliamolo pure, ma stiamo attenti: un alimento con un ridotto contenuto di calorie può saziare meno, o soddisfare meno il gusto. Quindi si finisce per mangiarne di più e allora… addio buoni propositi! Occhio infine al senza zucchero: un biscotto così definito, per esempio, potrebbe contenere uno sciroppo dalle proprietà edulcoranti che può apportare fino al 60% delle calorie dello zucchero. Meglio saperlo prima di abbuffarsi di dolcetti, cullati dalla dolce illusione di stare ingerendo poche calorie…