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L'antiaderente in cucina

Il rischio delle pentole con rivestimento antiaderente: facciamo chiarezza.

Le pentole con il fondo antiaderente costituiscono un pericolo per la salute? Proviamo a sfatare qualche falsa credenza.

I pregi indiscutibili delle pentole antiaderenti

Le pentole antiaderenti sono un’utile invenzione messa in commercio una quarantina d’anni fa. Sono pratiche, maneggevoli, ideali per cucinare senza grassi, facili da pulire e, soprattutto, non fanno attaccare i cibi. Quest’aspetto è fondamentale: l’alimento che si attacca sul fondo del tegame non solo forma uno strato duro difficile da eliminare, ma soprattutto brucia producendo sostanze potenzialmente nocive.

Nessun rischio per la salute

Uno strumento molto utile, insomma, che non ha alcuna controindicazione per la salute. La presunta pericolosità del fondo antiaderente — di cui si parlò circa 10 anni fa — è stata del tutto sfatata. Uno studio americano del 2006 aveva sostenuto che l’acido perfluoroattanico o Pfoa, utilizzato nella produzione di molte pentole antiaderenti, era cancerogeno. L’acido in realtà era impiegato solo nella lavorazione del materiale di rivestimento delle padelle e durante la produzione si disperdeva completamente, tanto che alla fine del procedimento non ne restava traccia certa. L’agenzia per la protezione dell’ambiente (EPA) però ha chiesto ugualmente e ottenuto l’eliminazione del Pfoa da questo tipo di processo produttivo e le migliori pentole in commercio oggi danno garanzia di esserne prive.

Consigli per gli acquisti

Compriamo quindi con tranquillità i prodotti antiaderenti che troviamo sul mercato, privilegiando i rivestimenti arricchiti con particelle minerali, per una maggiore tenuta ai graffi e alle abrasioni, e quelli che garantiscono l’assenza di tutti i materiali pericolosi per l’uomo e per l’ambiente (non solo l’acido incriminato, quindi, ma anche metalli come il cadmio e il piombo, tossici e inquinanti).

Utilizzo corretto per garantire la durata

Per mantenere integre il più a lungo possibile le vostre antiaderenti ricordate che è preferibile lavarle a mano, con acqua calda, un po’ di bicarbonato e una spugnetta morbida e riporle protette da separatori — ne trovate in commercio di diversa forma, ma potete utilizzare anche uno strofinaccio di stoffa o un piatto di carta.